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Cosa c'è di vero e cosa c'è di falso nei proverbi tramandati dalla tradizione popolare a cura di: Quante volte, di fronte a chi sciorina adagi, detti e proverbi sul tempo, spesso molto complicati persino da ripetere, ci siamo chiesto che cosa ci sia di vero e cosa, invece, sia solamente credenza errata. Insomma: la saggezza popolare è in grado di prevedere il tempo? Acuti osservatori, meteorologi così così In generale, possiamo dir questo: i proverbi che evidenziano alcune caratteristiche o condizioni del tempo ricorrenti ad esempio "marzo pazzerello" sono in genere corretti, poiché si limitano a riferire dati statistici. Ma quando, in base alla statistica, si tenta di proiettare lo sguardo nel futuro, il discorso si complica: in alcuni casi, i meccanismi individuati sono senza dubbio veri ad esempio, l'alone attorno alla luna è spesso indice di peggioramento in altri casi si finisce per essere tratti in inganno. Senza, con questo, far nessun processo alla saggezza popolare e alla conoscenza empirica delle cose che è comunque l'origine di ogni scienza moderna abbiamo preso in rassegna solo alcuni dei più noti proverbi italiani e locali sul tempo e abbiamo voluto chiarire, a scopo esemplificativo, cosa ci sia di fondato e cosa invece no. Cielo a pecorelle, acqua a catinelle Molto spesso vero. Il cielo "a pecorelle" è formato da "cirrocumuli", un tipo di nubi medioalte che si formano fra i 4.000 e i 5.000 metri di quota, interamente costituite da aghi di ghiaccio. I cirrocumuli fanno parte, solitamente, del corteo di nubi che precedono un fronte caldo e sono più frequenti nella stagione fredda. Dunque, molto spesso annunciano un peggioramento delle condizioni atmosferiche nelle successive 24-36 ore, anche se non è così matematico né che piova né che piova tanto ("a catinelle"). Rosso di sera, bel tempo si spera Falso. E' questo uno dei detti popolari, forse, più famosi. Ma tanta fama non procede di pari passo con tanta veridicità. In generale, infatti, possiamo affermare che un tramonto molto rosso corrisponde molto spesso all'esatto contrario: a tempo in peggioramento. Il colore rosso acceso, infatti, dipende generalmente da formazioni nuvolose alte e sottili, i cirri, che solitamente costituiscono la parte più avanzata di un fronte caldo, anticipando, cioè, il passaggio di una perturbazione atmosferica. In questo caso, è probabile che piova entro 24-36 ore. In altri casi, un colore molto acceso non dipende da formazioni nuvolose ma da abbondante presenza di pulviscolo ed impurità nell'aria, condizione molto frequente in occasione di grandi eruzioni vulcaniche in grado di riversare nell'atmosfera miliardi di tonnellate di ceneri e gas ma sostanzialmente non connessa con un peggioramento delle condizioni del tempo. Candelora, Candelora, dell'inverno semo fora; ma se piove e tira vento de l'inverno semo dentro Falso. Ecco uno dei tanti detti, provenienti dalla saggezza popolare, che fa fede sull'ingenua convinzione che i meccanismi che regolano il tempo siano tanto semplici da individuare da poter essere espressi con semplici statistiche. In realtà, l'atmosfera è un sistema così complesso che non è stato ancora inventato il modello matematico in grado di definire con esattezza il suo comportamento. Computer miliardi di volte più potenti di quelli che usiamo a casa non riescono e non bastano a fare tutti i calcoli di cui avremmo bisogno. Figuriamoci se i proverbi come Candelora o Venti di aprilanti possono veramente raccontare qualcosa di oggettivo. Quello che è vero, riguardo alla Candelora, è che, statisticamente parlando, il periodo che va dal 10 al 20 febbraio è mediamente il più piovoso di tutto l'anno. Dell'inverno, quindi, semo dentro.... Aprile, ogni goccia un barile Falso e vero. Se vogliamo dire che ad aprile, ogni pioggia è intensa, questo è falso, perché, in ciascuno dei 10 giorni mediamente piovosi di questo mese, cadono 11 mm di pioggia contro, per fare un esempio, i 15 mm di ottobre. Se vogliamo dire che aprile è un mese molto piovoso, già questo è più vero, poiché, dopo novembre e dicembre, è il terzo mese per quantità di precipitazioni. Se vogliamo dire che ci sono molti rovesci o che la maggior parte delle precipitazioni avvengono sotto forma di scrosci o acquazzoni, questo è senza dubbio vero. La primavera è una stagione dalla grande instabilità atmosferica e il detto popolare fa leva proprio sulla statistica e sull'osservazione. Se si rannuvola su la brina, o pioggia o neve o strina Vero. E anche ovvio. L'improvvisa comparsa di nubi dopo una nottata serena, specialmente nella stagione invernale, è garanzia che il terreno non possa ricevere calore dal sole, mantenendosi ad una temperatura piuttosto bassa: è quindi ovvio che faccia freddo, specialmente se la copertura del cielo è consistente. In questo caso, poi, è probabile che stia transitando un fronte freddo, cosa che rende possibili nevicate, specie se la temperatura si mantiene su valori inferiori a 3 4° C. Una semplice velatura del cielo, invece, è sintomo dell'arrivo di un fronte caldo ma, in questo caso, le temperature s'innalzeranno rapidamente sia per l'effetto serra causato dalle nubi alte e sottili, che offuscano semplicemente il sole, sia per i venti tiepidi di scirocco che precedono il fronte.
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